Uno dei più grandi misteri nel mio ultimo viaggio in Bosnia, in
equilibrio tra scienza e magia, è rappresentato dalle cosiddette sfere
in pietra.
È una delle vestigia più clamorose di questa passata
civiltà delle piramidi che, a dispetto dell’opinione degli scettici, ha
lasciato numerosi segni del suo passaggio, ma dei segni completamente
diversi da quelli che potrebbe lasciare globalmente la nostra civiltà se
si dovesse interrompere all’improvviso.
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Come ho già detto in precedenza, per comprendere la Civiltà
di Visoko bisogna spogliarsi del nostro modo di vedere l’attuale società
degli uomini.
In questa civiltà scomparsa la spiritualità non era un
valore aggiunto al loro modo di vedere, ma la base su cui si fondava
tutta la loro società.
Qualcuno potrebbe sorridere pensando a qualche
interpretazione in stile “new age” di un certo numero di pietre poste
lungo il mio percorso, ma non è così.
Secondo questo genere di
persone bisognerebbe anche cercare di comprendere la vita e l’esistenza
di un monaco del monte Athos usando i parametri consumistici di
funzionalità di un centro commerciale di ultima generazione. Se si
utilizzassero tali termini di paragone il monaco in questione verrebbe
giudicato solo come uno strampalato personaggio ripieno di
superstizioni, ma questo non toglie che molti nella nostra attuale
società, basata su altri valori, potrebbe giudicarlo in ogni caso in tal
modo.
Una enorme sfera in pietra simbolo della Civiltà di Visoko non meno delle sue piramidiÈ
la stessa motivazione che porta molte persone a ricercare l’oro
all’interno delle piramidi di Bosnia, lì dove l’oro e i manufatti
preziosi non esistono, perché non sono mai esistiti, in quanto il vero
tesoro è un altro. È chiaro che questo genere di archeologi rimane
frustrato nella loro ricerca ed alla fine del loro percorso possono
addirittura concludere che in realtà questa società non è mai esistita.
La
Fondazione della Piramide del Sole che sta gestendo gli scavi segue
purtroppo questa impostazione consumistica, ma d’altra parte è
comprensibile che le finalità di questa organizzazione possano anche
essere diverse da una reale comprensione storica del fenomeno e si
orientino piuttosto verso uno sfruttamento turistico del sito
archeologico, vista la necessità di introiti finanziari per la crescita
economica della comunità della valle di Visoko.
È per questi
motivi, invece di affidarmi direttamente alla Fondazione in questione,
proponendomi come un ulteriore volontario per collaborare agli scavi,
che ho deciso di rivolgermi ad un pool di ricercatori indipendenti che
sembrano magicamente catturati da molti anni dalla civiltà delle
piramidi e che ne possiedono una conoscenza profonda.
Con loro ho
percorso centinaia di chilometri su strade sterrate o mi sono
arrampicato su improbabili colline con una strana morfologia piramidale,
ma senza mai perdere un colpo. Ogni giorno riportavamo a casa
importantissime scoperte delle quali, perdonatemi, non potrò farvi un
resoconto completo per non mettere le stesse a rischio.
Ma
cominciamo a conoscere i miei compagni di avventure. Vi ho già
presentato Nenad, lo storico croato, che ha sempre lottato con
l’archeologia ufficiale per disconoscere l’origine medievale dei
manufatti della Civiltà di Visoko (
http:// http://www.bosnian-pyramid.com/).
Ecco Nenad con il suo cappellino portafortuna.Quando
Nenad parte verso una collina, dopo aver ricevuto una soffiata, non lo
ferma più nessuno e non si ritorna a casa fino a quando non si è
raggiunto lo scopo. Fortunatamente il suo fiuto non sbaglia e ci porta
sempre ad un successo, altrimenti potremmo vagare fino a notte fonda
senza limiti.
Poi c’è Amir, bosniaco mussulmano, uomo di una
sensibilità straordinaria e di una capacità di comunicazione
insuperabile, oltre che possessore di un senso del humor nero
tipicamente balcanico che ricorda molto gli eroi descritti nei film di
Emir Kusturica. Lui è sicuramente un eroe per la sua gente, per me è
quasi un fratello.
Questo è Amir sempre pronto agli scherzi. Anche in una ricerca archeologica con lui non ci si annoia mai.Sin
dai primi anni impegnato negli scavi, è colui che spolvera i miti
trasmessi dalla tradizione orale contadina, accompagna gli stessi sui
luoghi descritti e coglie sempre nel segno. Guida una Lada Niva super
impolverata (dovevate vedere il mio fuoristrada alla fine del tour) in
grado di arrampicarsi ovunque con un’agilità inaspettata, ripiena di
attrezzi nel portabagagli che rumoreggiano sinistramente ad ogni curva
del percorso.
Per ultima c’è Sara, nuovo acquisto del gruppo. Ma
non poteva mancare una figura femminile che temperasse questa banda di
pazzi scatenati sempre in visibilio per pietre lavorate che non avessero
almeno 6.000 anni d’età.
Sara è una giovane archeologa laureata a
Milano, molto preparata, con vaghe espressioni di rassomiglianza con
Lara Croft (quella originale, non quella del film), ma con morbide forme
mediterranee al posto delle spigolosità anglosassoni, il che la rende
sicuramente più attraente a mio parere. È attualmente la responsabile
degli scavi per conto della Fondazione.
Sara. Mentre la sto fotografando sta già pensando a dove arrampicarsiSara
ha un incredibile intuito che va a sommarsi ad una precisione nella
ricerca dei particolari quasi maniacale. È stata l’unica a costruire un
catalogo completo dei manufatti ritrovati finora dalla Fondazione della
Piramide del Sole negli scavi sulle piramidi, grazie anche all’aiuto di
Richard, geologo inglese, sempre flemmatico nelle sue manifestazioni, ma
sempre pronto a perdere la testa dietro a qualche sensuale ninfetta
esotica.
Lo potete trovare molto spesso nel forum di David Icke dove fornisce sempre aggiornamenti completi sugli scavi ufficiali
http://www.davidicke.com/forum/showthread.php?t=118565 con lo pseudonimo di truthseeker. Lui sulle piramidi c’è veramente, anche se sulle sue teorie c’è parecchio da discutere.
Richard e Sara durante la compilazione del catalogo dei reperti ritrovati negli scavi della Fondazione della Piramide del SoleEd
ora che avete conosciuto i protagonisti di questo percorso, sicuramente
tutti a loro modo un pochino scentrati, possiamo entrare nel vivo della
discussione: le sfere e le piramidi.
Sì, perché i concetti non possono essere disgiunti.
Secondo
le ricerche di Nenad la sfera rappresenta Dio propriamente detto. E
quale manifestazione naturale può assomigliargli di più nella sua
potenza e luce se non il Sole?
Per questo le sfere non sono mai sfere perfette, ma schiacciate ai poli, proprio come il Sole di cui hanno l’aspetto sferoidale.
Proprio
così, il Sole, come non tutti sanno, è uno sferoide e non una sfera
perfetta e quindi la sua rappresentazione terrena non può che essere
così.
Nenad ritiene pertanto che le sfere fossero un simbolo di
religiosità esattamente come è per noi la croce o per gli islamici la
mezzaluna.
Va sottolineato che a queste sfere i contadini locali
danno loro un’importanza taumaturgica, tanto che quando nello scavo in
giardino o nella coltivazione di un campo, ne emerge una sono subito
pronti a piazzarla accanto alla propria casa come un magico trofeo.
Alcune tra le tante sfere presenti nelle case dei contadini. Queste di dimensioni decisamente contenutePertanto
per reperirne una è sufficiente chiacchierare con i contadini del
circondario, sarete subito invitati a bere un caffè dentro la loro casa
(caffè turco naturalmente), a mangiare qualcosa, e verrete a conoscenza
dei loro crucci, ma anche delle modalità con cui è stata scoperta la
sfera e il sito dove è stata trovata. Questi sono dati importantissimi
perché dove ce n’è una è probabile che ci sia molto altro, basta
scavare. Per cui questa piacevole chiacchierata, oltre a fornire una
sosta nella frenetica ricerca, finisce con l’essere estremamente utile
dal punto archeologico. Ma bisogna ascoltare bene quanto viene detto
senza lasciarsi sfuggire nulla.
Non va derisa la credenza contadina della potenza taumaturgica delle sfere e nel prossimo articolo scopriremo perché.
La sfera è l’immagine del Dio universale come simbolo dell’inizio di tutto. E 'anche simbolo di
interezza e può essere visto come idea di perfezione. Egli è unico, bianco e puro come il Sole.
Le sfere le trovavamo in origine all’interno del tempio o sui tumuli, ma anche sulle piramidi.
Sì,
perché la piramide rappresenta l’espressione di Dio sulla terra e il
più potente strumento nelle mani di Dio, la Porta del Cielo.
Sebbene
la maggior parte delle persone continuino a credere che le piramidi
furono costruite come camere di sepoltura per i morti, non sono mai
state trovate mummie all'interno delle piramidi di tutto il mondo e non
solo in Egitto.
Il rapporto tra sfere e piramidi descritto poco
sopra non è un’interpretazione fantasiosa, ma suffragata dalle incisioni
presenti sui reperti ritrovati, in particolare su un obelisco ritrovato
a Bakići, un villaggio posto a vari chilometri dalla Valle di Visoko e
del quale ne discuteremo più avanti.
La cima dell’obelisco di Bakići che rappresenta una sintesi della cosmogonia della Civiltà di Visoko.
Lo sferoide è posto in cima alla piramide nella rappresentazione di Dio, la piramide è ai suoi piediNella
Civiltà di Visoko queste sfere erano piazzate in cima alle colline
nelle loro necropoli. È ovvio che con il tempo e l’abbandono queste
siano rotolate sempre più in basso, per cui le ritroviamo molto spesso
nel greto di qualche fiumiciattolo o sommerse dalla terra.
Alcuni
studiosi hanno dato loro anche la funzione di mappe astronomiche (V.
Ducić e R. Petrović, università di Belgrado) ed in effetti la loro
superficie presenta spesso delle incisioni che sembrano simulare delle
costellazioni presenti nel nostro emisfero, in particolare in una sfera
ritrovata nel 1974 vicino al villaggio di Mravinjci nel comune della
città di Valjevo in Serbia. Su questa sfera scolpita su roccia naturale
si potevano ancora distinguere abbastanza distintamente la Costellazione
del Cigno e Cefeo che rendono possibile la localizzazione della Stella
Polare.
Ma nella maggior parte dei casi le sfere hanno ormai
cancellate le loro incisioni o non sono più comprensibili. Anche perché
molte di loro erano ricoperte di un intonaco che nel ruzzolare verso il
basso si è deteriorato o distaccato.
Una sfera ritrovata di recente durante i lavori di risistemazione di un giardino.
Purtroppo
le condizioni della ricopertura sono pessime e si è distaccata parte
dell’intonacatura, ma è ancora possibile intuire dei disegni sulla sua
superficieIo stesso ho prelevato un campione di parte
dell’intonaco ricoprente una sfera, ma staccatosi negli spostamenti e
pronto a perdersi, per un’analisi più attenta agli ultravioletti.
Nel
villaggio vicino a Zavidovici è presente il luogo con la maggior
concentrazione di sfere in pietra mai trovato in Bosnia-Erzegovina. In
tale località sono stati trovati decine di sfere di pietra che sono
state spostate o rimosse dagli abitanti dei villaggi. Oggi è un parco
archeologico protetto e custodito con circa una quarantina di sfere
integre o parziali. Il loro diametro varia tra 50 cm e 2 m e sono
costituite di vari materiali.
Parte delle sfere in pietra nel parco protetto vicino a Zavidovici La
notizia storica più interessante connessa alle sfere di pietra è
sicuramente quella che narra di una inondazione avvenuta nel 1936. Si
dice che il giorno era buio come la notte, e che pioveva a dirotto,
tanto che i ruscelli e fiumi erano esondati violentemente riportando le
sfere in pietra alla luce e facendole ritrovare nei luoghi dove sono
ancora visibili oggi.
Una sfera che è stata rimossa e piazzata al centro di una fontana a Zavidovici in un rione popolareMa
le sfere non possono essere disgiunte da un altro grande mistero della
Civiltà di Visoko: i cosiddetti stecak. Ma di questi e delle sfere
parleremo ancora più approfonditamente nel prossimo articolo.
Ancora una sfera a Zavidovici ed il suo riferimento dimensionale, cioè io(continua)
Pablito – 27 agosto 2010
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