Un’altra vestigia della Civiltà di Visoko, oltre che le sfere, è
rappresentato dai cosiddetti stecak, specie di lapidi a forma di stele o
di casetta con il tetto triangolare a tenda canadese, ma asimmetrica
esattamente come le caratteristiche piramidi di questa particolare
civiltà del passato.
Ne troviamo tantissime intorno a Visoko, in
quanto Visoko era uno dei maggiori centri di questo popolo molto antico,
ma è più che evidente che tale civiltà si estendeva dalla Serbia alla
Croazia fino al Montenegro per raggiungere la Romania attraversando
tutta la Bosnia e l’Erzegovina intorno al periodo neolitico.
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Il motivo della mia sicurezza nel definire dei confini
territoriali così ampi è da ricercarsi nei simboli della Civiltà di
Visoko presenti in tutte le loro necropoli che sono sparse in questi
paesi con caratteristiche del tutto analoghe. Sfere e stecak sono state
ritrovati ovunque nei Balcani anche se con minor concentrazione che in
Bosnia.
Per molto tempo gli “stecak” (si legge in italiano
steciac) sono stati erroneamente classificati come “
lapidi medievali monumentali poi scomparse con l’avvento del dominio ottomano”, come sostenuto anche su Wikipedia (
http://en.wikipedia.org/wiki/Ste%C4%87ak).
Sono presenti anche in Croazia, Montenegro e Serbia, e attualmente ne
sono classificati circa 60.000 solo in Bosnia, ma si presume che siano
molto di più, forse circa 100.000, sempre soltanto in Bosnia.
Alcuni stecak sono effettivamente apocrifi, ma rispecchiano le modalità costruttive canoniche della Civiltà precedente.
Niente
di strano poi che, le genti che successivamente hanno abitato i
Balcani, abbiano riutilizzato le necropoli della Civiltà di Visoko,
mantenendone i simboli anche senza capirne pienamente il significato.
Uno stecak appena ritrovato e non ancora classificato. È evidente la simbologia pagana sulla sua superficieFino
ad ora l’ipotesi più comunemente accettata è che gli stecak siano stati
scolpiti intorno al XI° secolo per poi scomparire attorno al XIV°-
XV°secolo con la dominazione ottomana.
Ma se ciò corrispondesse a verità dovrebbe essere rimasta traccia documentale di una tale ampia produzione di lapidi.
Invece,
non esiste alcuna documentazione di una cava dalla quale queste pietre
siano state estratte o quale laboratorio artigiano le abbia scolpite.
Per questo motivo è possibile che siano state solo riutilizzate nel
Medio Evo, risalendo in realtà a epoche molto precedenti.
Quindi l’interpretazione degli storici che si tratti solo di vestigia medievali è semplicemente errata.
Non
sono per niente sarcofaghi, ma pietre piene del peso di varie
tonnellate. I simboli incisi su di esse sono tutti ugualmente di tipo
pagano: rosette, spirali e piccole sfere imitanti grappoli d’uva. Non
sono decorazioni, ma hanno un preciso significato nella cosmogonia della
Civiltà di Visoko. Non vi è assolutamente su di esse la presenza di
simbologia cristiana o mussulmana. In essi non ci sono mai iscrizioni,
se non apposte successivamente.
Ancora un stecak non classificato che si trova assieme ad altri in un bosco a ZavidoviciTipicamente
nelle necropoli della Civiltà di Visoko gli stecak sono tutti orientati
con il nord magnetico e non geografico. Ciò permette di verificare che
gli stecak non siano stati spostati e ricollocati e che si trovino
ancora nella necropoli alla quale erano stati dedicati.
Nelle
nostre ricerche mi sono sempre portato dietro una bussola osservando che
l’orientamento a Nord era sempre spostato di qualche grado, ciò dovuto
al continuo viaggiare nel tempo del polo magnetico.
Queste pietre,
collocate nella loro posizione originaria migliaia di anni fa secondo
l’orientamento del Nord magnetico, ovviamente ai nostri giorni sono
leggermente disassiate in ragione della costante migrazione del polo
magnetico, che attualmente sta viaggiando in direzione della Siberia dal
Nord del Canadà alla velocità di diverse miglia l’anno.
Con la bussola è possibile verificare se lo stecak è ancora correttamente orientato a Nord.
Vi è comunque una leggera deviazione di qualche grado dovuta alla migrazione nel tempo del polo magneticoSono
state considerate delle lapidi, ma nei numerosi scavi non sono mai
state trovate delle ossa al di sotto o in vicinanza di esse, se non
quando queste pseudo necropoli, poste in cima alle colline, sono state
riutilizzate in epoche successive come cimitero.
La nostra ricerca delle necropoli si prolungava spesso fino a notte inoltrataE qui cominciamo a lasciare la storia vista in modo rigoroso e rientriamo nella leggenda.
Discorrendo con i contadini abbiamo capito che a queste pietre viene dato un alone di magia non particolarmente benevolo.
Questo
perché alcuni dei contadini, trovando ingombranti queste vestigia nei
loro campi, le hanno spostate, senza per altro trovare ossa sotto che
frenassero la loro furia e alcuni agricoltori addirittura le hanno rotte
per riutilizzare il materiale.
Coloro che le hanno riutilizzate per costruire ad esempio una stalla hanno notato uno strano effetto nocivo sugli animali.
In
particolare abbiamo parlato con un contadino che aveva osservato che le
sue pecore avevano cominciato a stare male e perdere sangue. Per queste
continue emorragie aveva deciso di liberarsene e ricollocarle timoroso
nel punto dove le aveva trovate anche se rotte.
Ovviamente, non
essendo a conoscenza dell’orientamento magnetico delle stesse non le
aveva posizionate correttamente, secondo il nord magnetico.
Piuttosto
scettici ci siamo fatti accompagnare sul posto e mentre gli altri,
misuravano ed esaminavano i simboli impressi, malauguratamente mi sono
seduto su una di queste pietre non orientate per circa un quarto d’ora
per risistemare una delle mie macchine fotografiche che si era
inceppata.
Non ho creduto ai miei occhi quando dopo questa breve
sosta ho cominciato ad avere anch’io sangue da naso. Un epistassi
monolaterale che ho ancora ora, a distanza di due settimane, che mi sto
curando e solo da poco sta migliorando.
È solo un caso, direte
voi. Può darsi che proprio lo sia, ma io non ne sono molto convinto,
visto che sarà una decina d’anni che non mi accade una cosa del genere.
Eccomi ripreso da Nenad un momento prima di sedermi su quella strana pietra e mentre ne verifico l’orientamento sbagliatoL’ipotesi
è, pertanto, che queste pietre non siano semplici lapidi. Non avrebbe
senso costruire dei sarcofaghi totalmente pieni del peso di varie
tonnellate in pietra sintetica (si tratta di un pietra arenaria simile a
quella utilizzata nelle piramidi) se non per altri motivi da quelli
funerari, ma a quale scopo non è dato conoscere. Forse magari per
concentrare una qualche forma di energia, che però provoca danno se
l’orientamento del manufatto è sbagliato.
Dagli esami svolti al Politecnico di Torino nel 2009 (
http://www.piramidasunca.ba/en/index.php/SHAN-MAGAZINE-ABOUT-THE-BOSNIAN-PYRAMIDS.html)
sulle pietre arenarie che costituiscono le piramidi di Visoko, sia con
test chimici che difrattometrici che evidenziano la struttura
cristallina del legante, è risultato che queste pietre arenarie erano
costituite di un cemento artificiale con una componente inerte molto
piccola e nella parte legante “
gli elementi chimici sono gli stessi che si possono ritrovare in un calcestruzzo moderno”. Mentre all’interno del legante ”
sono presenti aggregati di dimensione ragguardevole che formano una massa molto compatta e resistente con il legante”.
Che
il segreto di queste pietre fosse nella composizione del materiale
inerte? Visto che il legante era lo stesso nelle diverse utilizzazioni.
Ciò
spiegherebbe perché queste pietre le troviamo sempre in cima a qualche
collina o in punti chiave dell’orografia, ma mai accompagnate da ossa
umane. Che intorno ad esse sia nato poi un cimitero in altra epoca è un
altro discorso.
A questo scopo vorrei farvi vedere delle immagini
che ho raccolto in un cimitero mussulmano, su segnalazione di un
collaboratore di Nenad.
In esse due stecak in forma di stele con un
orientamento completamente diverso da tutte le altre lapidi del
cimitero, ovviamente orientate alla Mecca, come da tradizione islamica.
In primo piano lo stecak in forma di stele totalmente con un altro orientamento rispetto tutte le altre lapidi del cimitero.
In secondo piano un’altra stele con uguale orientamento e la cui sfera posta in cima è stata trasformata in un turbanteSu
di esse, con aspetto molto antico e ugualmente orientate secondo i
punti cardinali, i segni di un rimaneggiamento di uno scalpellino sulla
faccia principale, forse per cancellare i simboli pagani, sicuramente
non corretti da mantenere in un cimitero mussulmano. Al contrario delle
altre non presentavano iscrizioni, quindi non erano state riutilizzate
per qualche deceduto, in quanto non orientate secondo la tradizione
mussulmana.
In una era rimasta inalterata la parte superiore a
forma tipicamente di piramide asimmetrica con apice piatto, simbolo
della Civiltà di Visoko.
Nella stele posta più indietro la sfera
(sferoide) posta sopra la piramide era stata trasformata in un turbante,
secondo la tradizione mussulmana, più politicamente corretto da
accettare in un cimitero islamico che una sfera.
Nella loro parte posteriore entrambi gli stecak non appaiono rimaneggiati dallo scalpellino e denunciano tutta la loro antichitàQuando
è stata fatta questa islamizzazione degli stecak, peraltro molto
difficili da spostare o rimuovere, non è possibile saperlo, ma il
tarocco è evidente.
Per quanto riguarda la misteriosa simbologia
presente sugli stecak, che non presentano mai alcuna iscrizione, ne
parleremo nel prossimo articolo che concluderà questa rapida carrellata
sulle altre vestigia della Civiltà di Visoko oltre che alle piramidi.
Ancora uno stecak appartenente ad una necropoli ormai sommersa da un bosco posto a una decina di chilometri da Visoko(continua)
Pablito – 2 settembre 2010
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